
OPERE PUBBLICATE
ARTICOLI E SAGGI
66 articoli sul quindicinale Mondo Sabino (Rieti) dal 16 settembre 1989 al 6 giugno 1992
6 articoli sul mensile Per voi (Faenza) dal novembre 1991 all’aprile 1992
Sulla genesi del Fu Mattia Pascal, Il ponte, Firenze, febbraio 2002:
Si descrive il romanzo di Pirandello come “critica fantastica”, genere letterario inventato da Alberto Cantoni, maestro dello scrittore siciliano. E’ l’estratto della mia tesi di laurea.
ESPRESSIVITA’ STRUTTURALE DELLA METAFORA IN MAFARKA IL FUTURISTA: IL PAESAGGIO PROTAGONISTA E IL PERSONAGGIO NECESSARIO, Otto/Novecento, Milano, gennaio-aprile 2007:
E’ il dottorato di ricerca. Descrivo la presenza delle metafore nel romanzo di Marinetti Mafarka il futurista.
Mafarka il futurista come mito di reinvenzione dell’io e del romanzo, Berenice, Pescara, luglio 2009:
Descrivo il romanzo di Marinetti come mito in cui l’autore mirerebbe a reinventare l’io del protagonista e nello stesso tempo a proporre un’innovazione del genere-romanzo sul piano formale.
La ricezione del Fu Mattia Pascal, Il ponte, Firenze, novembre 2009:
Descrivo le prime recensioni apparse subito dopo l’uscita del romanzo di Pirandello e il modo in cui accolsero l’opera.
OPERE CREATIVE
RACCONTI MEDITERRANEI
Carrubba, Alcamo (TP) 2001:
Historia de toros y de sol: Racconto sulla corrida spagnola in cui questa viene vista come un mito classico.
Il re di Roma: Racconto sulla nascita di Roma, con scena di battaglia truculenta e dialogo solitario del protagonista.
Venus victrix: Giallo archeologico su una statua antica rinvenuta a Erice. Ambientato ai giorni nostri.
Ambra e Ombra. Reinventiamo gli dèi al nostro tempo: Dialogo filosofico in camera da letto in cui si propugna il ritorno ai classici. Mi ispiro al dejà-vù di Bergson: il protagonista mangiando un gelato si ricorda di una vita precedente, così come il protagonista della Ricerca del tempo perduto di Proust mangiando un biscotto.

FINALE DI MILLENNIO E ALTRI RACCONTI, Ibiskos, Empoli 2005:
Finale di millennio: Corrisponde a L’oblio, primo capitolo del romanzo La speranza si arrampica sulle rocce.
Dionisiaca: Racconto sulla decadenza greca – l’alessandrinismo – con scena finale di baccanale.
Il druido sabello: Racconto sulle primavere sacre sabine, con consigli ricevuti dal protagonista da un vecchio sapiente.
Abbiocco. L’ora senza tempo: Virtuosismo letterario su un pomeriggio mediterraneo, descrivendo i giochi di un torello mentre il suo padrone, un contadino, dorme.

La speranza si arrampica sulle rocce, Valgimigli, Faenza (RA) 2014:
Romanzo diviso in tre parti, di cui la prima è L’oblio, la seconda L’esilio – a sua volta diviso in cinque capitoli – e il terzo La speranza propriamente detta. Descrivo ciò che ho fatto, visto e vissuto e che mi è stato raccontato dal 1989 al 1996, tra i 17 e i 24 anni, solo che lo retrodato di 7 anni, dal 1982 al 1989, perché i fatti e le persone non siano riconoscibili. Ovviamente cambio i nomi delle persone. Il protagonista però ha dai 19 ai 26 anni. Ci sono alcune anticipazioni, posticipazioni ed accorpamenti e tagli. Qualcosa è modificato o inventato. Il protagonista si chiama Federico Gautieri.
Si parte da una sostanziale insoddisfazione e contestazione per il presente, con una non meglio definita nostalgia (per il passato mitico classico? Per altri periodi a noi più vicini? Per il Sessantotto?) tale per cui il protagonista fugge da Faenza, nel romanzo chiamata Novago, per una generico Lazio – e la Sabina non è nominata -, dove cercherà un posto perfetto dai valori arcaici, ma col tempo si accorgerà che il posto è simile a Novago e quindi tornerà al nord, anche in seguito ad una delusione amorosa. Quindi cercherà di cambiare le cose elaborando l’idea di una società ideale e perfetta e aderendo al PCI – che corrisponde alla mia reale esperienza in Rifondazione Comunista – ma si renderà conto che ciò è impossibile e rimarrà deluso da persone ritenute prosaiche che non sono certo in grado di costruire la società nuova e perfetta. Quindi si chiude nell’interesse privato, decidendo di dedicarsi unicamente alla carriera universitaria e ai facili amori. Entra alla Normale di Pisa, qui chiamata Civitapoli, ma non capisce la mentalità accademica e si scontra con l’articolazione dei ruoli nel rapporto uomo-donna, donna che prima era troppo idealizzata. Rimane succube del proprio ruolo che diventa fine a se stesso: la conquista della donna per la conquista, e ciò lo lascia deluso e non lo soddisfa. Diventa misogino ma non omosessuale. Inoltre la politica, respinta, si occupa lei di lui: subisce e soffre la mentalità di molti comunisti moderati della Normale – di cui si cambia il nome – che lo accusano allo stesso tempo di essere un estremista irresponsabile e un edonista berlusconiano ante litteram: così, per reazione, smette di essere comunista e respinge la propria idea di società perfetta, un congegno perfetto che aborrisce e ripudia. Passa al pentapartito, e più precisamente ad un partito che mi invento con un tocco di fantapolitica, il Partito liberaldemocratico italiano – PLDI – una sorta di sintesi tra il PLI e il PSDI, comunque espressione politica di quel periodo del ceto abbiente. Diventa filoamericano e smette di essere anticlericale. Questa esperienza corrisponde alla mia reale esperienza in Forza Italia. Nel frattempo perde il posto alla Normale e torna a Novago, dove si butta in politica col PLDI. Anche qui commette l’errore di idealizzare le persone e di cercare un modello personale perfetto, anche se una elite che si contrappone al resto. Le persone che incontra hanno le stesse sue debolezze e difetti e rimane deluso. A sottolineare ciò ci sarà la sconfitta elettorale. In quel periodo pensa anche al suicidio.
Dopo di che torna nel Lazio, nello stesso posto del secondo capitolo, deluso ed amareggiato, senza aspettarsi nulla, solo per forza d’inerzia. Qui frequentando il paesaggio classico sede degli antichi miti, riscopre il gusto per la vita e la letteratura. In un dialogo letterario-filosofico con un amico fa il bilancio della propria esperienza e si rende conto dei propri errori: doveva capire che la società contemporanea è divisa in ambienti diversi tra loro e nessun ambiente è centrale, ci sono tutti ambienti periferici, in una sorta di relatività di tipo copernicano, dove la terra ha perso la sua centralità e sta ai margini dello spazio. Il protagonista non sapeva questo e ha cercato la perfezione, il senso della vita, all’interno di ciascuno di questi ambienti, sempre rimanendone deluso. Invece bisogna scegliere il proprio ambiente e di quello accontentarsi, perché il centro è ovunque e da nessuna parte, e così ovunque è il centro della realtà. Ci sono più maschere e convenzioni e si tratta di scegliere la propria, invece che lamentarsi della loro esistenza. Soprattutto si rende conto che non ha senso cercare il senso della vita subordinando il mestiere di artista all’impegno sociale, come ha fatto coi comunisti, o subordinandolo alla commercialità, come ha fatto con gli imprenditori, rimanendo incompreso da chi fa il proprio mestiere e non capisce perché chi ne fa un altro – l’artista – si giustifichi socialmente o economicamente, invece di fare tranquillamente il suo mestiere. L’arte deve essere artistica, non sociale o commerciale: infatti il protagonista si chiama Gautieri, come lo scrittore francese 800sco Gautier, che risolse la crisi del romanticismo – in questo caso politico – nell’arte per l’arte: la gente vuole che l’arte sia bella e la faccia sognare. Così il protagonista riscopre il proprio ruolo professionale e facendo questo rivaluta l’esperienza in Normale: lì non erano tenuti altro che ad insegnare il mestiere, e certo non a diffondere ideali letterari o etici. La prosaicità contemporanea viene accettata nella consapevolezza che anche nelle altre epoche c’era prosaicità e si è fatta arte lo stesso, e nel sospetto che forse è sempre stato così: eppure quelle epoche passano per essere grandi epoche d’arte e non c’è nessun motivo per cui non possa essere nuovamente così. Il senso del romanzo non è quindi politico ma estetico-esistenziale e vale per tutti. C’è poi la comprensione per il gioco di ruoli amoroso: non c’è nessun motivo per cui la donna non possa essere comprensiva nei confronti delle esigenze dell’uomo e il protagonista smette di essere misogino.
Conscio di questo il protagonista lascia la vacanza nel Lazio colmo di entusiasmo per un indistinto futuro e torna a Novago.

Il volo del falco, Prospettiva editrice, Civitavecchia (RM) 2017
Poema classico ambientato in Sabina, di ispirazione dannunziana. Vi si propugna il ritorno ai classici in arte e letteratura.

Pensieri filosofici, Prospettiva editrice, Civitavecchia (RM) 2019
I Pensieri filosofici sono un sistema filosofico asistematico composto per aforismi, in cui l’autore vede la realtà, o Natura, come un Essere in continuo Divenire con cui noi possiamo comunicare in profondità, perdendo momentaneamente la ragione, tramite una passione amorosa, artistica, sportiva, politica o religiosa. Fanno da contorno anche riflessioni di carattere artistico, letterario, amoroso e gastronomico. Principali ispiratori di questo testo sono Bergson, Bruno, Nietsche, i pensatori presocratici, D’Annunzio e Marinetti.

La speranza si arrampica sulle rocce, Palomar, Bari 2019
Una gioventù goliardica e retorica non si rassegna a che tutto sia finito: possibile che non ci sia più nulla di grande da fare? Il protagonista, dopo mille avventure e colpi di scena, troverà la quadratura del cerchio nell’ultimo capitolo, maturando l’idea di un nuovo fare in una pratica letteraria disinteressata e priva di rimpianti per un passato mai avvenuto.
Per il resto vedere sopra, il libro è identico all’edizione Valgimigli 2014, a parte un paio di aggiunte.

Scirocco, Palomar, Bari 2020
Dodici racconti che delineano una ideale storia della cultura latina, posta nel segno del toro, simbolo di Dioniso. Infatti si chiudono a corona, ponendo una immaginaria corrida, descritta come rito classico dionisiaco, all’inizio del ciclo, prima del racconto ambientato nell’antica Grecia: e un racconto che ha come protagonista un giovane toro alla fine, paradosso temporale che significa anche un riferimento alla teoria stoica e nicciana dell’eterno ritorno.
I racconti di Scirocco ripubblicano i quattro Racconti mediterranei, riveduti e corretti in senso filoamericano e non anticlericale, tre dei racconti di Finale di millennio e altri racconti e cinque nuovi racconti stesi nel 2019, di cui si dà di seguito la descrizione.
Luculliana: Racconto su Lucullo ambientato in Grecia, tra pranzi sontuosi e presagi divini.
La morte di Pan: Racconto sulla leggenda della morte di Pan ambientato a Capri, alla corte dell’imperatore Tiberio, a cui viene portata la notizia.
Il cacciatore di draghi: Racconto su un cavaliere svevo che dopo la morte di Federico II diventa angioino e parte alla caccia di draghi in Abruzzo. Lungo la strada incontra un vecchio saggio con la barba che gli dice: “Tu sei il drago! Il drago che cerchi sei tu stesso.”
La patria: Racconto ispirato al film Capriccio di Tinto Brass, ambientato a Roma nel 1944. C’è l’amicizia tra un soldato americano e un ex-fascista, come nella Pelle di Malaparte. A un certo punto il secondo dice: “Lei perché mi aiuta?” e l’altro: “Perché spesso accade che una parte dei vincitori si schieri con i vinti.”
Scirocco: Una nave alla fine del XVI secolo fa naufragio sulla costa di un’isola deserta del Mar Mediterraneo. I due naufraghi si salvano e parlano di arte, sancendo e teorizzando i princìpi dell’arte barocca. Tra gli altri princìpi c’è quello che anche in un’epoca di crisi economica si può fare grande arte dispendiosa.

Canti del Mar Mediterraneo, Palomar, Bari 2021
L’autore, nei suoi cento Canti del Mar Mediterraneo, ambisce a trasfigurare la storia, la cultura, il paesaggio e la natura del Mar Mediterraneo in un poema esaustivo. Fedele come sempre alla lezione dannunziana, ne trae insegnamento per una retorica classica, latina e mediterranea, ravvivando i fasti alcyònii della Renaissance latine. Il Mediterraneo, secondo Savona, è culla della civiltà europea ed occidentale, a cui non si contrappone e da cui anzi trae a sua volta alcuni contenuti (il decadentismo francese e Nietzsche, soprattutto), ispirandovisi per alcune situazioni (come nei componimenti Mescolanze nordiche e L’archeologo tedesco). La complessità dei legami col passato culturale non impedisce a questa poesia di elevarsi a un curioso livello di originalità, alternando il registro lirico, epico e filosofico-dottrinale a quello tecnico, didascalico ed erudito.

